CHI SONO2018-07-13T06:43:14+00:00

“La mia Vita e il mio Approccio nel mondo della Fotografia di Matrimoni”.

Chi Sono

UNA VERA PASSIONE PER IL  REPORTAGE

Ciao a tutti,

mi chiamo Jean, sono un fotografo documentarista che vive la propria vita tra Milano e un paesino antico nel territorio ciociaro tra Roma e Napoli.

Sono un fotografo professionista, mi occupo prevalentemente di matrimoni e realizzo reportage personali per l’agenzia fotogiornalistica Granangular, ma questa è un’altra storia. Lavoro su tutto il territorio nazionale, quindi sarò in grado di documentare il vostro matrimonio ovunque decidiate di realizzarlo.

Mi piace viaggiare, in particolar modo in moto, sedermi a tavola con i miei amici e ascoltare vinili quando rilego gli album che contengono le mie immagini.

Sono uno schietto ed onesto, e questo forse giustifica il mio modo di fotografare, visto che amo documentare in modo onesto e naturale ciò che vivo. Il mio approccio e stile fotografico è e sempre sarà di stampo giornalistico. Non amo la routine in generale, penso sia bello farsi sorprendere un po’ ogni tanto, infatti quando viaggio difficilmente prenoto qualcosa, perché so che pur buttando giù un programma, puntualmente succede qualcosa di particolare che me lo fa ricalibrare. Soprattutto non amo la routine nel mio lavoro, l’idea di realizzare delle immagini ogni volta identiche o simili, che per inciso sarebbe più comodo, concettualmente mi demolisce, per questo normalmente non faccio sopralluoghi, non pianifico nulla sul piano fotografico perché come in un viaggio, ciò che renderà particolari ed uniche le vostre fotografie non potrebbe essere pianificato in anticipo.

Ciò che amo della fotografia è la capacità di catturare un istante e di comunicare qualcosa di concreto. 

Nessuna immagine impostata e studiata a tavolino, anche se esteticamente stupenda, può sorpassare l’impatto e l’intensità di un’immagine autentica; è la poesia di ciò che può succedere in un istante.

Ho sempre sognato di fare il reporter, di documentare eventi importanti, raccontare storie con delle immagini uniche e vedere le mie foto pubblicate sulle riviste. Non pensavo che il mio futuro sarebbe stato nei matrimoni, ma sono contento che sia successo. Ogni matrimonio è l’evento più importante nella vita dei miei clienti, racconto la loro storia solo con immagini uniche e ho il grande piacere di vedere le mie fotografie stampate su dei libri artigianali che contengono l’unico vero ricordo di uno dei giorni più importanti della loro vita. Per me ha un grande valore e mi appaga molto.

Grazie alla fotografia ho scoperto un’altra grande passione, la rilegatura.

Da un po’ di tempo stampo e rilego personalmente gli album che vengono consegnati ai miei clienti. Tutto è partito da una necessità, ma presto ho capito che l’aspetto artigianale del mio lavoro mi appassiona tanto quanto la fotografia stessa. Ho scoperto un mondo nuovo, fatto di carta, pelle, tessuti, fili, acciaio, colla e la lista potrebbe continuare a lungo.

Il piacere di curare tutto come voglio io, che professionalmente fa fare un balzo qualitativo enorme è scontato, più che altro ho scoperto che fare qualcosa con le proprie mani da proprio tanta soddisfazione. Si può dare libero sfogo alla propria creatività, immaginare e creare prodotti diversi rispetto a ciò che offre il mercato, assecondare ogni proposta, senza dover chiedere a terzi se si può fare, quanto costa, quanto tempo ci vuole ecc. ecc. ecc

Vi ringrazio per aver visitato il mio sito e se il mio stile e il mio approccio vi fa vivere l’intensità di ciò  che accade in un istante, contattatemi e raccontatemi qualcosa di voi e del vostro matrimonio.

La Mia Storia

Ho iniziato a fotografare con un criterio piuttosto tardi. Come a chiunque, mi è sempre piaciuta la fotografia, ma il pensiero che potesse diventare la mia professione e il mio futuro è iniziato grazie ad un viaggio.

Al tempo studiavo pubbliche relazioni e frequentavo un corso universitario sui consumi e la pubblicità, fondamentalmente studiavo come far sentire alle persone la necessità di acquistare un prodotto di cui non avrebbero avuto bisogno. Non penso che sarei stato un buon pubblicitario.

Avevo 23 anni, dopo aver dato un esame impegnativo partii in macchina con un caro amico alla scoperta dell’Europa. Qualche vestito, pochi soldi, 150 cd musicali, una macchina che a nessuno sarebbe venuto in mente di rubare e la reflex di mio padre, una Nikon F801 a pellicola e una trentina di rulli Dia di media qualità.

Fu un viaggio di un’importanza tale che al tempo non potevo comprendere, ma mi avrebbe cambiato la vita. Fu una rivelazione. 

Il viaggio sarebbe stato comunque eccezionale, 19 giorni totalmente libero, nessun programma per un viaggio di oltre 9000 km, ma al mio ritorno compresi che senza la macchina fotografica non sarebbe stato così bello. E’ stato il primo viaggio in cui non ho guardato i luoghi che ho visitato, ma li ho osservati.

Una volta tornato a casa incominciò a maturare la consapevolezza che finalmente avevo trovato qualcosa che mi piaceva davvero fare, che mi faceva stare bene e che in qualche modo mi veniva spontaneo e naturale. Non sono una persona che ci mette molto tempo a prendere una decisione, ma allo stesso tempo non sono neanche avventato, quindi quest’idea che la fotografia potesse diventare più che una passione, inizialmente restò un mio piccolo sogno, una passione che coltivavo quando potevo, ma che mi faceva vedere un potenziale futuro che mi attraeva da morire. Ero preoccupato, stavo studiando qualcosa che non mi appassionava e il traguardo della laurea non era così distante, e dopodiché c’era la nebbia. Pensavo agli anni di studio affrontati, ai sacrifici dei miei genitori, e pensavo che qualche fotografia carina non era una base sufficiente per lanciarmi a capofitto verso l’ignoto, senza esperienza, senza contatti in un settore che mi attraeva molto, ma di cui non conoscevo nulla.

La Mia Storia

E’ strano parlare di destino e anche un po’ pretenzioso, ma incominciarono ad avverarsi tutta una serie di eventi casuali che in modo sempre più evidente mi avvicinavano a questo mondo.

Tutta questa serie di coincidenze, che per me non furono tali, alimentarono la mia passione e mi diedero il coraggio di prendere una posizione, di fare “la scelta”, e soprattutto mi fecero credere che il sogno poteva diventare realtà, che il tutto poteva essere possibile, ma dovevo iniziare a crederci, altrimenti il “treno sarebbe passato”. Allora decisi che sarei diventato un fotografo documentarista, non avrei rifiutato nessuna esperienza fotografica, e il mio obiettivo sarebbe stato quello di diventare un fotoreporter. Portai a termine ciò che avevo cominciato, approfittando del tempo che mi separava dalla laurea per assecondare e seguire le “mie coincidenze”, accumulando più competenze possibili e vedere dove mi avrebbero portato. Subito dopo la laurea pensai che ero in ritardo, voglio dire avevo iniziato a fotografare poco più di un anno prima, capii che non avevo tempo da perdere e dovevo capire nel minor tempo possibile se la mia idea era solo una chimera o se avevo davvero i numeri per trasformare la mia passione in un lavoro, quindi partii per documentare la guerra del Congo e dopodiché come si dice dalle mie parti, “ho seguito l’onda”.

Ho fatto parte dell’agenzia fotogiornalistica Granangular di Madrid, ho collaborato per alcuni assignment con l’agenzia newyorkese World Pictures News, ho realizzato progetti umanitari come 7milamiglialontano e qualche esposizione tra cui il mio progetto sul conflitto Congolese a Matières Sensibles di Lille, ho lavorato per alcuni anni come fotogiornalista a Milano e ad un certo punto, per fare un favore ad un collega sono approdato ai matrimoni.

Era il 2005.

Da allora ho lavorato costantemente anche in questo settore, non per sopravvivenza o comodità, ma perché mi piace. Negli anni ho sempre portato avanti la mia visione fotografica, ridefinendo i limiti in cui mi sono imbattuto, applicando come filosofia quella di lasciare spazio a scatti unici e spontanei, come approccio quello di fondere in un’immagine ciò che accade naturalmente e come fine quello di raccontare con delle immagini irripetibili l’essenza di una giornata molto importante.

Filosofia

APPROCCIO E PUNTI DI VISTA

Eleganza, semplicità…

questo è lo stile e la filosofia del mio lavoro. Per oltre dieci anni l’obiettivo è stato quello di descrivere l’atmosfera e l’emozione di tutti quei momenti che definiscono il vostro matrimonio per quello che è:

Unico ed Irripetibile.

Questo è il mio approccio, catturare il momento. Questo modo di fotografare è chiamato in molti modi, reportage di matrimonio, fotogiornalismo di matrimonio o in senso generale fotografia documentaristica.

Indifferentemente quale sia la definizione, mi piace fondere in un’immagine ciò che accade naturalmente, senza interrompervi chiedendovi delle pose, lasciandovi liberi di vivervi il matrimonio come lo avete sognato. E penso che nei vostri sogni non c’era un fotografo invadente che vi gestiva la giornata.

Voglio lasciare spazio a scatti unici e spontanei piuttosto che gestire il giorno più importante della vostra vita, rischiando di rovinarvelo per fare ore di foto in posa, che ironicamente potremmo fare anche il giorno dopo.

Non fraintendetemi, la mia disponibilità è totale su tutti i fronti, se vorrete fare qualche scatto da soli, se sentite il bisogno di fare delle foto di gruppo o qualunque altro desiderio, basta chiedere. Ciò a cui tengo è la discrezione e il rispetto di una giornata dove siete voi i protagonisti, non il fotografo.

Il migliore fotografo di matrimoni è quello che riesce a catturare la vera essenza di quello che succede, riuscendo ad immortalare quello che provate con delle immagini che non possono assomigliare a quelle di nessun altro.

Non per caso nel mio sito parlo di Wedding Stories e non semplicemente di Matrimoni, perché ogni storia è differente e pur essendo lo svolgimento della giornata pressoché uguale per tutti, uguale non lo è mai davvero.

L’elemento determinante che crea l’unicità dell’evento siete voi.

L’unico limite è l’occhio di chi vi fotograferà.

… Reportage puro e semplice.

 

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